di Claudio Bonito

 

Il termine “Postumano” (Posthuman) fa probabilmente una delle sue prime apparizioni nel 1992, in occasione di un’omonima  mostra d’arte.

La mostra, in effetti, realizzata al Museo d’Arte Contemporanea di Losanna e successivamente anche a Torino presso il Castello Rivoli, era incentrata sul tema della corporeità e della sua ridefinizione di fronte alle nuove tecnologie. Raccoglieva alcune delle più importanti mode artistiche che erano emerse negli anni ottanta e che trovavano il proprio centro nella corrente della body art.

E’ indubbio, infatti,  che questa forma espressiva,  che si svilupperà compiutamente nei decenni successivi, costituisce una chiara anticipazione di alcuni temi che ritroveremo all’interno del dibattito postumanista a dimostrazione di un sentire che, abbracciando contemporaneamente varie forme espressive, si pone come una vera e propria temperie culturale.

Il curatore della suddetta mostra, il  gallerista-critico americano Jeffrey Deitch, nell’introduzione al catalogo della mostra stessa, traccia un quadro che sembra riassumere pienamente l’ambito entro cui il pensiero postumanista si svilupperà:

 

Stories about breast implants, crash diets, and mood drugs have moved from the health and beauty page to the front page. The public has been galvanized by explosive testimony about sexual harassment and by the sensational rape trials of public figures. Questions about the new boundaries of appropriate interpersonal behavior are attracting unprecedented interest. There is a growing sense that we should take control over our bodies and our social circumstances rather than just accepting what we inherited.

 

 

Foto  da:

http://www.deitch.com/curatorial/post-human: mettere foto mostra

 

Non ci deve sorprendere che un critico d’arte,  tracciando un quadro così netto della società contemporanea, abbia titolato una sua mostra con un termine che, arricchendosi del suffisso “post”, andava ad  inquadrarsi perfettamente nella visione filosofica di quel  postmodernismo che dagli anni settanta infiammò i dibattiti culturali e filosofici. Riprendiamo alcune frasi particolarmente significative tratte da  un’intervista rilasciata dallo stesso Deitch nel 2008 a  Giancarlo Politi e Helena Kontova , apparsa sul sito della Rivista FLASH ART:

 

Sento che stiamo cominciando una straordinaria rivoluzione nel modo in cui gli esseri umani vedono se stessi. La convergenza tra le rapide evoluzioni nella biotecnologia e nella scienza dei computer e la rimessa in discussione dei ruoli sociali e sessuali tradizionali potrebbe condurre a una nuova definizione della vita umana. Si rischia di fare un discorso che può sembrare fantascienza di serie B ma in effetti è molto probabile che la nostra generazione potrà già usufruire di nuove tecnologie dell’ingegneria genetica che ci permetteranno di scegliere i nostri figli o di ricomporre la nostra struttura genetica. Nel testo in catalogo ho scritto della fine dell’evoluzione naturale e dell’inizio dell’evoluzione artificiale. Questi sviluppi avranno un impatto enorme sull’economia, sulla politica e, certamente, su ogni altro aspetto della vita. Volgendo al termine del XXI secolo siamo esposti a un’ondata di nuove tecnologie e ai derivanti cambiamenti sociali. “Post Human” comincia a guardare a come queste nuove tecnologie e attitudini sociali interagiranno con l’arte. Vedo una rinascita dell’arte figurativa[…]Con “Post Human” ho voluto esaminare questo nuovo approccio dell’arte figurativa e cominciare a far riflettere il pubblico sul ruolo degli artisti nell’interpretazione, e forse anche nella formazione, di questo prossimo mondo “Post Human”.

 

L’arte figurativa torna protagonista nell’interpretazione di una nuova realtà nella quale le componenti tecnologiche ibridative assumono un’importanza sempre maggiore mettendo in discussione la posizione antropocentrata  dell’uomo. Ogni nuovo strumento tecnologico è assunto all’interno dell’attività artistica che porta a sua volta  alla nascita di nuove forme di estetica. Si tende a riproporre, in fondo,  l’immagine rinascimentale, perfettamente illustrata da Leonardo da Vinci, che vede la filosofia e l’arte fondersi con la scienza. L’arte e i suoi promotori diventano un ponte che rappresenta la realtà tesa  tra lo sviluppo della tecnologia e l’uomo sempre più oggettivato e cosificato, un uomo che ormai ha abbandonato la centralità, un Re detronizzato come nel dipinto  di Velasquez, Las Meninas (2)(Cfr., Michel Foucault, Le Parole e Le cose, Rizzoli, Milano 2016) che, rappresentando un re  ormai fuori dal centro della scena, viene relegato ad una lontana immagine sullo sfondo, anticipando una  nuova visione dell’uomo.

Un altro artista, l’inglese Robert Pepperell, nel 1995 scrivendo il libro The Posthuman Condition(3)(Robert Pepperell, Posthuman Condition, Bristol 1995. successivamente riprenderà questi temi, ampliandoli nel più recente The Posthuman Condition: Consciousness Beyond the Brain, Bristol 2009), delinea le linee teoretiche del postumanesimo creando quei presupposti che favoriranno il totale superamento dell’umanesimo tradizionale. Nel  testo The Posthuman Manifesto, l’autore anticipa quei temi che diventeranno centrali nel dibattito sul postumanesimo: l’uomo non è più immodificabile ma si presta all’ ibridazione coniugativa sia  con apparati tecnologici e meccanici, che con altri esseri viventi all’interno di una cornice concettuale tesa al superamento dell’ essenzialismo.

Stelarc, Image: London, Los Angeles, Melbourne 2006 (Nina Sellars), http://www.abc.net.au/radionational/image/3903988-3×4-580×773.jpg

 

Parecchi autori aderiranno alla corrente del Posthuman, Stelarc ne è sicuramente uno dei maggiori rappresentanti. Le sue espressioni artistiche sono tese alla rappresentazione del corpo come  oggetto di possibili modificazioni attraverso  ibridazioni come ad esempio, l’innesto sul suo avambraccio di un lobo di orecchio “prodotto” in laboratorio da cartilagine umana e nel quale l’artista prevede di inserire un piccolo microfono che gli dia la possibilità di utilizzarlo come un vero e proprio ulteriore organo di ascolto.

(1) http://www.saic.edu/~pcarroll/PostHuman.html, visto il 30 gen, 2018

(2) Cfr., Michel Foucault, Le Parole e Le cose, Rizzoli, Milano 2016

(3)  (Robert Pepperell, Posthuman Condition, Bristol 1995. successivamente riprenderà questi temi, ampliandoli nel più       recente The Posthuman Condition: Consciousness Beyond the Brain, Bristol 2009

 

 

 

 

Stelarc

 

Image: London, Los Angeles, Melbourne 2006 (Nina Sellars)

http://www.abc.net.au/radionational/image/3903988-3×4-580×773.jpg

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